One year results

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After one year of EnhnacedNutrition, results are great. I am Italian, but I prefer a good burger to pizza and I eat rarely pasta. This is causing me a kind of isolation. It is difficult to live in Italy without eating traditional pasta and pizza, but it is awarding. Results are great. I completely eliminated yeast and white sugar. I keep on eating mainly honey and use other cooking techniques to have raised or pumped food. I eat proteins from any source except small animals.

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Tempo di bilanci. Un anno è uno spazio temporale molto importante. Stagioni e relative necessità.

Oggettivamente, anche la pizza più leggera è pesante.

Dopo un anno di dieta “speciale”, seguendo i miei principi, dopo circa dieci giorni di parziale digiuno, ho mangiato una pizza leggera e con poco sale ma ho faticato a finirla nonostante avessi fame.

A distanza di un’ora da quando l’ho finita, la sento pesare laggiù nello stomaco: mi accorgo di avere uno stomaco, mi accorgo che è pieno. Me ne ero dimenticata. È da così tanto tempo che mangio in modo leggero, da essermi dimenticata cosa si prova a digerire a lungo.

Anche la pizza più leggera e insipida ti induce a bere acqua che non dovresti bere o, peggio ancora, birra altre bevande gassate. Non è la mozzarella da sola, non è il pomodoro da solo, non è l’eventuale fetta di bresaola usata per condirla, è proprio tutto l’insieme che non funziona. La pizza è impegnativa per l’apparato digerente e indebolisce temporaneamente il corpo.

Quando si arriva ad avere un corpo come il mio, cambiano gli equilibri. Un ventre piatto è contraddistinto da uno stomaco ristretto che fatica ad espandersi anche quando si ha fame. Gli stessi addominali tirati sono come una cintura stretta in vita che dopo un po’ ti chiede di smettere di mangiare se ciò che mangi si gonfia nello stomaco.

Prendendo separatamente gli ingredienti di una pizza tradizionale, a parte lievito e grano tenero, non ci sono controindicazioni in astratto. Una mozzarella fresca da sola con bresaola fa benissimo. Una passata di pomodoro in guazzetto di pesce o carne fa bene.
La pizza tradizionale invece si pianta sullo stomaco e lo riempie come la maggior parte dei piatti di pasta tradizionali.

A conti fatti, la pizza è un cibo che serve a sfamare, non a costruire o potenziare. Nessuna controindicazione in sè e per sè, ma meglio un buon hamburger. Purtroppo nella pizza tradizionale gli ingredienti sono dosati e/o cotti male. Forse la capricciosa con uovo è quella più completa, insieme alla napoletana senza mozzarella e con solo
La farina di grano tenero con lievito è l’elemento che rende tutto “tragico”: la mozzarella si esprime al massimo a crudo e solo se di alta qualità. Abbandonare il lievito.

Di proteine nella pizza non ce ne sono e se la si farcisce, la componente proteica è sempre troppo bassa rispetto ai carboidrati di vario tipo. Una patatina fritta fa meglio della pizza se fritta bene: dipende dal tipo di patata, dal tipo di olio e persino dal tipo di taglio. Ebbene sì: conta anche il taglio della verdura. In cucina la chimica e la meccanica sono come in tutti gli altri settori, una questione di proporzioni di volumi, masse, temperature, metodi, tempi.
Il discorso della frittura vale anche per i supplì, I fiori di zucca, il baccalà, le verdure, insomma, per i fritti in generale.
Un panino o una focaccia farciti con bresaola e mozzarella fresca o tonno e uovo fanno bene se il pane è di qualità.
Da italiana non dovrei dire quello che sto dicendo, ma la verità è che la pizza tradizionale è pesante, anche se buona e dopo tutta la straordinaria pizza mangiata negli aperitivi sul mare fra i trenta ed i quarant’anni, sento il dovere di dire quello che sto dicendo. Non è un caso che la pizza sia eliminata da quasi tutte le diete quando si vuole calare di peso. Non sarebbe necessario, ma non volendosi mettere a distinguere fra i vari tipi di pizza e di farciture, i nutrizionisti vietano la pizza in blocco e basta. Il nutrizionista non insegna a cucinare, dice cosa mangiare e non mangiare.

Andrebbero cambiati gli impasti tradizionali. Andrebbe messa la mozzarella di qualità a crudo a fine cottura per mantenere gli enzimi della stessa mozzarella.

Il mio metodo, invece, funziona benissimo.

Quando si segue un metodo potenziante come il mio, si possono mangiare grandi quantità di cibo, mezzo kg per volta o anche di più, ma gli abbinamenti sono tali che la sensazione è sempre di leggerezza. Come si fa a capirlo? Semplice: non sentirete più lo stomaco pesante, non sentirete che state digerendo, così come non vi accorgete di respirare.

Quando un’alimentazione funziona bene, la digestione diventa impercettibile. Si percepisce anche nella fronte e nei muscoli: I muscoli sono sempre reattivi, i riflessi sono sempre pronti, non avete colpi di sonno e sbalzi di pressione, la testa è leggera. Quando la digestione è pesante si sente persino in testa. Il corpo si “blocca” in alcuni punti, fra cui la zona lombare, la fronte, e si rilassa sia nella seduta che nella camminata, più fiacca.

In questi giorni ho mangiato moltissima frutta secca, frutta fresca e qualche milkshake per esempio, qualche cappuccino. Naturalmente ho preso qualche integratore di ginseng, guarana, tè verde. Io bevo pochissima acqua, perché mangio frutta, bevo caffè e tè.

Contrariamente a tutte le prescrizioni dei nutrizionisti classici, io non bevo due litri di acqua al giorno e nemmeno uno. Quando bevo tanto bevo mezzo litro e comunque sempre sotto forma di cubetti di ghiaccio all’interno di un frozen per esempio.

La differenza si sente nello stomaco e nei muscoli come in macchina. Se il corpo è la macchina, immaginate di fare una serie di curve in tiro con la marcia più bassa oppure con la marcia superiore e il motore più morbido. Ecco. Con la nutrizione potenziata si resta in tiro, con la pizza si “sbanda” un po’, perché il motore “non tira”.

Il risultato non è solo un corpo asciutto e prestante, è anche un corpo che sopporta bene gli sbalzi di temperatura, che non si disidrata, che si adatta, che lavora sempre sempre sovraccarico. L’acqua, abbinata ai cibi, costringe il corpo a maratone digestive incredibili.

Le spezie sono molto utili ma vanno sapute usare e devono essere fresche. La carne deve essere di qualità e cotta bene.

Non è vero che il fritto non fa bene: dipende da come si frigge in termini di olio, tempo, temperatura, pastella, anzi, il fritto può mantenere le proprietà del cibo di più che la cottura lenta e tradizionale in quanto cottura velocissima che non disperde le proprietà nell’acqua di cottura. Una tempura o sana frittura di pesce va benissimo, così come un pesce o una carne alla brace se non si mangia carbone o alla piastra se la piastra viene pulita dai residui tossici delle cotture precedenti.

Il concetto è semplice: il cibo stracotto perde il potere di nutrire, il cibo cotto velocemente mantiene le proprietà all’interno e perde quello che deve perdere, per esempio acqua, sale, grassi o zuccheri in eccesso o usa il proprio grasso per cuocere. Ho imparato queste semplici regole preparando il ragù ed osservando come non ci sia bisogno di aggiungere oli o burri di cottura finché si usa quello della stessa carne, che poi assorbe il pomodoro.

Avete mai fatto caso che la frutta è più dolce da fresca che cotta per la marmellata, in cui bisogna aggiungere zucchero? Potrei fare altri esempi.

Scordatevi lo zucchero bianco raffinato. Gonfia tantissimo. Io lo tollero solo in pasticceria a titolo di eccezione.

Anche lo joghurt serve a poco, ma diventa utile nel preparare gelati, frullati e dessert al posto di altre creme. Ho provato diete disintossicanti a base di kefir, che ho persino preparato da sola usando i fermenti in polvere, ho provato anche lo yoghurt fatto in casa in una notte con la yoghurtiera a calore (straordinario, leggero e per niente acido!),
ho provato i vari LC1, Actimel ed Activia arricchiti con enzimi digestivi da brevetto e sono giunta alla solita conclusione: lo joghurt fa bene se usato in grandi quantità a fine depurativo dell’intestino, come altri cibi, quindi non sarà il vasetto al mattino a fare la differenza, ma la settimana depurativa in cui si assumono quattro vasetti al mattino e quattro la sera, per poi cambiare dieta la settimana successiva. Non mangio joghurt da mesi e sono regolarissima con L’intestino. Gli enzimi digestivi sono contenuti anche in altri cibi ed i movimenti peristaltici possono essere stimolati anche con altri cibi. Premetto che a me lo joghurt piace molto e ne mangio mezzo kg alla volta da solo o con frutta e proteine da palestra, quindi sono massimamente sincera nel dire che non ne mangio da mesi e sto benissimo lo stesso.

Cambiando argomento, sono felice di avere un fisico da ballerina GraZie alla mia nutrizione ed ai miei allenamenti. Avere questo corpo mi fa stare bene. Sono sotto la soglia di grasso consigliata per le donne, ma sono molto bella e faccio quello che devo fare.

Non sopporto i digiuni forzati. Io devo sempre mangiare. Almeno frutta. La frutta è il minimo di cui un corpo abbia bisogno per mantenersi idratato: fresca, disidratata, di tutti i tipi, la frutta fa bene. Un corpo da ballerina ha bisogno anche di frutta a guscio, semi, frutta secca e tante proteine. Le quattro proteine principali sono quelle da frutta secca e legumi, oltre che pesce e carne, inoltre proteine da palestra. Niente insetti. Niente pollame. Niente proteine povere. Poca verdura, quasi nulla. Se volete un fisico asciutto e muscoloso scordatevi le insalatone. Contrariamente a quello che dicono, i grandi mix di verdura gonfiano. La verdura va scelta con molta attenzione e abbinata a proteine, per esempio uova e pesce oppure semi e fibre.

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