Money and wellness

Wellness needs money. Living in a lucky land with a good climate is not enough. For this reason, many people from Brazil and other beautiful countries emigrate anywhere, despite coming from a land with a nice weather and rich of fruits. The land is not enough. They are ready to face bad weather even fog and snow to gain more money and feel better. The following article is in Italian and will be available in English upon request only. The article explains basic guidelines to manage a lot of money and deals with related tax and web issues in the contemporary society. 

Money management is an important factor to wellness, to a higher living. 

Come gestire molti soldi

Sono certa che ad ogni persona ”ricca o benestante” siano stati rubati soldi in tutti i modi. Nella società attuale non esiste un modo per non essere fregati da qualcuno. 

Concettualmente, non sopporto il furto. Preferisco pagare una “tangente”  o una “tassa” sulla ricchezza, piuttosto che subire un furto. Il problema delle tasse è che la distribuzione del reddito lascia sempre scontento qualcuno, quindi il fatto di avere pagato una tassa sulla ricchezza non ti libera dal pericolo che altri possano comunque cercare di rubarti soldi in qualunque modo. Per questo le tasse sulla ricchezza non possono essere troppo alte. Dopo aver pagato le tasse, un ricco deve essere ricco al punto da decidere di anno in anno cosa finanziare. 

Pagare una tassa sulla ricchezza è di fatto una cessione di credito ad un delegato e non garantisce il soddisfacimento di eventuali pretendenti, giustificati o meno, alla tua ricchezza. Pagare una tassa, quindi, non ti libera dal doverti “guardare intorno” cercando di capire chi vorrebbe cosa è perché.

Stante il concetto base che il guadagno è personale, è anche vero che si guadagna nel mondo, relazionandosi con il mondo, quindi si deve dare qualcosa al mondo. Sul quanto e sul come si dividono i sistemi fiscali del mondo, i patti sociali e parasociali, le famiglie. 

Io credo nel lavoro e credo che tutti gli uomini abbiano in comune almeno una cosa: il desiderio di stare bene o di stare meglio. Ovviamente i ricchi vengono considerati come

Opportunità di benessere. Alla luce di questo, io credo nel lavoro. Un ricco può offrire una opportunità di lavoro in più, può finanziare un progetto. Ovviamente bisogna capire cosa finanziare, ma il capitolo sulle “cattedrali nel deserto” o sulle “fondazioni fantasma” non è oggetto di questo articolo. Io sono una concreta. Sono favorevole al Project Financing: a finanziare un’opera d’arte, un progetto di ricerca, un documentario, uno spettacolo, una borsa di studio, un microcredito, un premio. Solo progetti molto concreti, in cui il credito viene erogato in tranches e può essere persino bloccato. Le erogazioni “lump sum” ti rendono ancora più aggredibile e sono meno responsabilizzanti per i beneficiari. Se un ricco deve perdere soldi, questo deve avvenire entro un certo margine di perdita. Nessun ricco potrà mai tornare ad essere ricco se avrà perso il proprio patrimonio, che quindi va difeso da investimenti o donazioni sbagliate.

Per esempio, un finanziamento per studi quadriennali dovrebbe essere concesso su base annuale: ogni anno il budget per l’anno, giusto compromesso fra libertà organizzativa individuale e responsabilizzazione. È accettabile di perdere il finanziamento di un anno, non di quattro. Un beneficiario deve avere il diritto di “sbagliare le allocazioni” nella spesa mensile, ma anche l’opportunità di correggersi per avere diritto alla restanti tranches nel rispetto dell’obiettivo finale, in questo caso, il titolo di studio, che è conferma di potenziale generazione di ricchezza futura. Non tutto si può insegnare. Ci sono aspetti della vita che vanno vissuti oltre l’esperienza altrui, i valori ed i libri, creandosi una esperienza propria. Con soldi, conoscenze tecniche e valori di riferimento si danno gli strumenti per la gestione della libertà individuale, la libertà di scegliere. Sono anche promotrice di un concetto di persona di tipo progettuale: la persona si realizza in ciò che fa, quindi nei propri progetti. 

Da quando esiste il web, poi, ancora meno è possibile mantenere il proprio patrimonio sicuro. Prima “bastava” scendere a compromesso con il fisco, fare investimenti diversificati, avere un buon prestanome, una buona porta blindata, una buona cassaforte. Oggi molte cose vengono decise da hacker che nemmeno conosci. Qualcuno decide quando farti arrivare i soldi sul conto. Decide anche quanto, se non sono stati stipulati contratti precisi. 

Oggi bisognerebbe avere nel proprio libro paga una squadra di hacker con il compito di controllare i soldi. Se non si è così potenti, ma si è comunque molto ricchi, bisogna avere almeno tre banche diverse. A partire da tre banche, si può salire anche a cinque o sei a seconda del numero di business e delle società con cui si collabora. Le prime tre banche servono per l’attività più strettamente personale, le altre per i business aggiuntivi. 

Gli hacker, vincolati a report quotidiani, settimanali, mensili e trimestrali, devono monitorare le banche ed inviare a fine giornata il saldo con i movimenti principali. Responsabilità degli hacker è anche la corrispondenza con gli altri operatori del web, con individuazione dei responsabili legali e comunicazione con antitrust. 

Gli hacker sono inoltre responsabili del

Monitoraggio per parole chiave sul web e di report settimanali sullo stato della privacy. Se un report si rivela non attendibile, l’hacker può essere licenziato con effetto immediato e messo sotto controllo di altri hacker oltre che inserito in una black list di hacker inaffidabili a distribuzione riservata. L’efficacia del lavoro degli hacker da diritto a premi di professionalità spendibili in collaborazioni senza esclusiva. Ogni hacker è tenuto all’esclusiva finché non viene accertata la sua deontologia. Un hacker accusabile di lesione del patrimonio personale e intellettuale del cliente perde la possibilità di esercitare come hacker per tre anni, con sequestro del materiale aziendale e monitoraggio di una speciale squadra di hacker. Un hacker sleale sarà condannato a mantenersi con lavori manuali in luoghi isolati e senza Wi-Fi, fra cui cameriere, cuoco, pulizia parchi, servizio ospedaliero, raccolta frutta, guida autobus, servizio trasporto disabili. Un hacker sleale non potrà effettuare acquisti online e potrà avere intestata una sola carta con cui fare una vita “normale” senza i vantaggi del

Web. Un hacker sleale avrà un solo IP a disposizione e un solo dispositivo multimediale con cui fare tutto e che dovrà mostrare a richiesta alle autorità competenti per il controllo dei file locali.

Ogni hacker, prima di essere assunto, deve dichiarare la propria Organizzazione: il numero di cloud su cui si appoggia, gli IP, i numeri imei e seriali dei dispositivi che usa, abitazione personale, rete web personale. 

Ogni dispositivo aggiuntivo renderà l’hacker sottoponibile a controlli aggiuntivi. Ogni hacker sarà soggetto al controllo preliminare di un capo hacker che avrà il diritto di entrare nei file personali. Gli hacker rinunciano alla

Propria privacy entro la squadra di riferimento. 

Un lavoro basato sulla fiducia richiede la rinuncia alla privacy. 

Tutti i lavoratori nel settore IT devono essere iscritti in un registro speciale nazionale e internazionale, consultabile da qualunque cittadino pagando una quota di consultazione. I cittadini che fanno ricerca di hacker, a loro

Volta saranno registrati. La consultazione è a tempo limitato. 

Conto spese

I pagamenti quotidiani (le bollette) ed i rid vanno tutti addebitati ad una sola carta di credito, che attinge ad uno specifico dei tre conti. 

Una prepagata deve servire solo per gli acquisti online e gli abbonamenti del web, facente parte del primo conto.

Una carta deve servire solo agli acquisti personali entro i 15mila euro (fashion, auto, alimentari, vacanze).

Fra le spese anche una carta specifica per le donazioni e le azioni caritatevoli. 

Il conto spese deve essere tenuto ai livelli minimi e alimentato mensilmente o trimestralmente dal conto investimenti. 

In conto di accumulo deve comunque essere previsto anche nel conto spese. 

Conto prestazioni

I flussi di pagamenti da prestazioni vanno diretti ad una carta legata ad un secondo conto solo professionale, che sarà a disposizione del fisco per qualsiasi controllo.

Con questo conto devono regolarsi le relazioni con i collaboratori. I collaboratori devono essere pagato tramite carte virtuali specifiche e possono avere intestate carte con IBaN.

Il conto prestazioni deve mantenersi da solo. Da questo conto “si può rubare”. 

Conto investimenti

Un conto a parte per le proprietà mobiliari e immobiliari di ogni tipo, per l’accumulo e per le assicurazioni e per gli investimenti in azioni, obbligazioni e start up. 

Questo conto deve avere solo una carta di credito e solo un bancomat sotto il diretto controllo del proprietario.

Il conto investimenti deve essere il meno movimentato. Il controllo deve essere mentale .

Il conto investimenti deve avere depositata la cifra più alta e fare da deposito. 

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