The importance of wellness for economics

This article speaks of the importance of stress management and wellness for statistics and economical previsions. Translation into English will be available upon request. The article is under narrative form.

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Perchè gli economisti sbagliano le previsioni 

Una delle cose più difficili da prevedere, a parte il clima ed i disastri naturali, è il comportamento delle persone sotto stress.

Mentre di fronte agli imprevisti, come a scacchi, è possibile fare un calcolo probabilistico in base alle opzioni disponibili, le reazioni allo stress non sono prevedibili. 

Innanzitutto bisognerebbe comprendere lo stress. Molto difficile. Lo stress è uno stato psicofisico che coinvolge medici, psicologi e coach, avendo un aspetto fisiologico, uno psicologico ed uno pragmatico.

In secondo luogo, bisogna analizzare lo stress in sè. Di che stress si tratta? Quanto dura? Come interagisce con altre variabili della vita che incidono sul processo decisionale? 

In terzo luogo, come sempre, bisogna considerare la variabile tempo e le capacità adattogene della persona, oltre allo sviluppo di abilità compensative e alternative. 

Fatta questa premessa, gli economisti, uomini che interpretano i numeri, meno di altri possono prevedere le reazioni allo stress di un numero aggregato di persone. In queste circostanze la statistica cade e tutta L’ impalcatura di normative e calcoli bancari basati sulle “previsioni di crescita” con tanto di beneplacito delle agenzie di rating, si rivela essere un grande errore. I calcoli sul budget vengono dunque fatti sopra un errore. Per questo motivo ci saranno sempre problemi.

Tuttavia, qualche decisione va presa e va basata su qualche calcolo, quindi, paradossalmente, continueranno a ripetersi gli stessi calcoli sbagliati. Errore dopo errore, chi fa i calcoli prova a correggerli introducendo nuovi parametri di valutazione, i famosi ratio o indici, oppure modificando quelli presenti, quindi le decisioni “buone” saranno sempre in ritardo per definizione ed arriveranno sempre e solo quando una parte della popolazione ha già fatto i conti con lo stress. 

Insomma, i primi, gli apripista, devono sempre spianare la strada anche quando si parla di stress. Il sistema arriverà sempre tardi per loro. Gli economisti, infatti, grazie ai comportamenti aggregati degli apripista, possono prendere decisioni per tutti gli altri. Il sistema normativo, invece, è sempre in drammatico ritardo rispetto a quello economico ed a volte non lo supporta proprio. Il sistema normativo viaggia spesso nella corsia a fianco e nel verso opposto, dovendo comprendere aspetti fiscali e sociali. In proposito bisognerebbe quindi tornare a definire la persona ed i relativi interessi. 

Perché oggi parlo di questo? Perché ho tenuto sotto osservazione me stessa. Anche io ho passato periodi di stress di vario tipo e mi sono ritrovata ad avere reazioni inaspettate di fianco ad altre “da manuale”. Ho infatti deciso di propormi come consulente. Non avrei mai pensato, quindici anni fa, che avrei fatto quello che sto facendo. Credo abbiano sbagliato le previsioni di calcolo anche altre persone. È normale. La componente umana che si manifesta di fronte ai fatti della vita e che soprende tutti. Se così non fosse, le persone non si separerebbero. È da pazzi pensare che la gente si sposi con la prospettiva di litigare, stare male e separarsi. Come primo parametro di valutazione di una società, per esempio, io prenderei il tasso di separazione. Per comprendere il comportamento delle persone e fare ipotesi in prospettiva, io guarderei a come le persone sono legate in società ed incrocerei i dati con i loro stipendi, i beni che hanno intestato e la spesa che fanno per il proprio benessere. 

Io mi occupo di benessere. Capisco le persone da quanto spendono per le cose inutili. Capisco le persone da come spendono, da come si siedono, dal corpo che hanno, da come ti guardano negli occhi. Sono una persona che sorride poco e questo mi aiuta a vedere le cose in modo diverso. Per me il sorriso è sempre stato faticoso. Di solito sorrido per assentire, per salutare, per accompagnare il pensiero verso l’orizzonte, per incitare l’altro a dire o a fare qualcosa. Basta. Non sono di quelle persone che sorridono sempre, soprattutto quando non sanno cosa dire. Sono quindi fra quelle persone che non hanno bisogno di sorridere per vivere e che possono affrontare realtà problematiche. 

Lo stress cambia una persona come un trauma. Quando penso a me stessa, devo prendere atto che il mio cuore batte per ragioni diverse, provo ansia per motivi diversi, provo stanchezza in momenti diversi. Questo cambiamento del metabolismo emozionale impatta direttamente e immediatamente sul mio comportamento di acquisto e le mie scelte quotidiane. Lo stress mette alla prova i valori ed il loro ordine di priorità, così come la creatività. 

Quello che accade a me, accade a molti e gli economisti difficilmente possono prevedere quello che nemmeno il singolo prevede, quindi i calcoli sono basati su premesse sbagliate. 

 

Testa alta, dunque. Ridurrei il ruolo delle agenzie di rating e non permetterei troppi discorsi basati sulle previsioni di qualsiasi tipo, salvo che per quelle della produzione e delle scorte delle aziende, delle nascite, delle morti e poco altro. 

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