Campioni over 60

 

Greta Pontarelli

L’esempio degli altri è uno dei fattori di convincimento più forti. Vedere che qualcuno è riuscito a fare qualcosa è forse il più grande stimolo a confrontarci, mettendo in discussione quei limiti che crediamo di avere e che per saggezza, comodità o pigrizia abbiamo accettato, smettendo di migliorarci.

Gli stereotipi dell’età e del sesso sono stati sfidati e sconfitti da ben due campioni over sessanta: Greta Pontarelli e George Hood. La prima a 65 anni nel 2016 è diventata campionessa di pole dance, la danza acrobatica attorno al palo, il secondo, a 62 anni nel 2020 ha vinto il record mondiale di planking, rimanendo in posizione per 8 ore e 15 minuti.

Due storie incredibili di allenamento e di perseveranza, di training e mindset, due testimonianze eccezionali della forza psicofisica che si può ancora avere ben oltre i sessant’anni, la soglia della terza età, lo scivolo verso la pensione, la cosiddetta vecchiaia. Una età in cui le donne sono già in menopausa, in cui le persone iniziano a godersi lo status sociale di nonni, in cui i controlli medici per la patente avvengono ogni 5 anni, in cui i mezzi pubblici regalano l’abbonamento.

Intervistata dopo una delle sue vittorie, fra cui una a Milano nel 2016 ai Campionati del Mondo di Pole Art, Greta Pontarelli, americana di San Diego moglie di un italiano, ha detto: “Voglio che le persone sappiano che l’età non dovrebbe impedire a nessuno di porsi degli obiettivi e inseguire i propri sogni. Sento sempre dire sono troppo vecchio, troppo pesante … e lo capisco…ma sono tutte scuse”. Greta Pontarelli ha un passato da ginnasta, ma ha comunque più di sessantacinque anni ed ha iniziato a studiare pole dance solo a cinquantadue, danza questa, come si sa, praticata dalle giovanissime, concorrenti agguerritissime. Sul proprio sito dice “ho sempre avuto una forte inclinazione a mantenermi in forma ed ho imparato che possiamo vivere la vita ispirandoci a ideali di salute e benessere solo se autorizziamo noi stessi a farlo”. Sembra voler sottintendere che siamo noi stessi ad autolimitarci. Greta Pontarelli, sempre sul suo blog, dispensa inoltre preziosi consigli su come gestire l’ansia: “ho imparato in molti anni di competizioni che non è l’ansia in sè il problema, piuttosto l’incapacità di gestire l’adrenalina a nostro vantaggio”. Ho avuto la fortuna di intervistare personalmente Greta, che si è mostrata entusiasta dell’articolo che volevo scrivere ed ha accettato di avere una videochiamata. Mi ha raccontato di quanto sia importante per lei essere di ispirazione agli altri e far capire quanto sia importante trovare una passione nella vita. Greta ha ormai sessantanove anni e si allena ancora, anche se un po’ di cartilagine, dice, si è consumata.  In particolare fa coreografia, pilates e push-up. Io l’ho potuta vedere coi miei  occhi, in videochiamata, ed è davvero strabiliante. Mangia quanto più biologico possibile, senza glutine e senza forzare il corpo a seguire regole rigide, ma ascoltandolo. Mangia quanto le serve e cerca sempre di sentirsi leggera a fine pasto. 

Il secondo campione che prendo ad esempio è George Hood, un americano dell’Illinois, ex-marine, che all’età di 62 anni ha vinto il record di planking, ovvero è rimasto fermo per terra sui gomiti e le punte dei piedi in posizione di tensione per più di otto ore. Pare che si sia allenato per circa sette ore al giorno. In una intervista alla CNN ha dichiarato di mantenere la posizione di plank per 4-5 ore al giorno, poi di eseguire 700 flessioni, 2.000 sit-up in serie da cento, infine 500 squat per gamba al giorno oltre a circa 300 sollevamenti peso al giorno. Incredibile. Sempre alla CNN George Hood ha dichiarato che quando tenere la posizione inizia a diventare dura, allora alza il volume della musica rock, ed a quel punto diventa solo una questione di sentirsi stanco e volere o non volere mollare, come se la stanchezza in sè fosse un fatto gestibile. In realtà, il fatto è davvero eccezionale. Tenere la stessa posizione, peraltro una posizione di fatica, per  più di otto ore. Ci si stanca persino a stare seduti o sdraiati nella stessa posizione. George Hood fa questo allenamento, inoltre, per aumentare la propria consapevolezza di salute mentale e, come Greta, stimola chiunque a sfidarsi. “La lezione”, dice, “è che chiunque può fare quello che faccio io. Da qualche parte bisogna partire. È come piantare un albero che inizia a crescere. Inizi a metterti in posizione per pochi secondi o pochi minuti e poi la mantieni sempre più a lungo”. 


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