L’importanza di una stretta di mano

With courtesy of @moko.illustration

La stretta di mano è un gesto unico nel suo genere ed esclusivo nel linguaggio del corpo. Con alcune persone ci si scambia la mano una sola volta nella vita, di solito al primo incontro, mentre con altre, per esempio con i famigliari, la mano non si scambia mai.

Per quanto si possa teorizzare, la stretta di mano è un gesto sempre molto istintivo, che riflette la personalità molto più di quanto forse si vorrebbe e per correggerla, se necessario, bisogna esercitarsi. 

Inoltre, per quante teorie interpretative si possano leggere sulla stretta di mano, non esiste una modalità giusta, rispetto a tutte le altre: ognuno ha la sua e quello che fa la differenza quando ci si scambia la mano è la combinazione fra le due strette, nel caso specifico, perché il gesto in sè è uno scambio puro di energia, un confronto fra fisicità, fra modi di porsi verso gli altri nella vita, fra filosofie al primo approccio di una situazione nuova, fra messaggi che più o meno inconsciamente si vuole lanciare, fra aspettative che si vuole creare, fra emozioni che si provano al primo contatto fisico con l’altro.

Tecnicamente, la mano può:

  • stringere forte o essere morbida e lasciarsi stringere (in questo caso si capisce quale delle due persone è leader e quale follower);
  • stringere all’altezza delle dita, anche provocando dolore in caso si indossino anelli (in questo caso si capisce, chi non ha attenzione per l’altro e non è abituato a gestire la propria personalità, che tende all’irruente);
  • stringere all’altezza del pollice, come un abbraccio (in questo caso di solito le persone si trovano in armonia, abbinando alla stretta schiettezza e onestà);
  • accarezzare il palmo delicatamente con un paio di dita per comunicare interesse a spostare la comunicazione su un piano intimo.

Da un punto di vista posturale:

  • il braccio può essere teso e mantenere una sorta di distanza di sicurezza (in questo caso solitamente si afferma con chiarezza la propria posizione;
  • il braccio può essere morbido e lasciare che l’altro si avvicini (in questo caso di solito si lascia che l’altro entri nella sfera intima;
  • la seconda mano può raggiungere la prima è stringere a sua volta rafforzando il gesto (solitamente in segno di stretto legame, riconoscenza e anche dominazione);
  • la mano può essere data dall’alto o di taglio (solitamente di taglio vuole impostare un rapporto paritario, mentre dall’alto un rapporto di supremazia).

Da un punto di vista meramente fisico, inoltre, le mani generano sensazioni per la propria conformazione ossea e per la pelle. Alcune sono grandi e avvolgenti, altre magre e ossute, alcune calde e asciutte, altre fredde e sudate, alcune hanno la pelle ruvida ed altre setosa. In ognuno di questi casi vengono trasmesse emozioni non controllabili e la cui gradevolezza è assolutamente soggettiva. 

Non esiste dunque una stretta di mano perfetta o corretta, è bene però tenere presente che la stretta di mano è una importantissima occasione di comunicazione non verbale, in cui ci si scambia informazioni intime e, soprattutto, è un gesto unico che rimarrà impresso per sempre proprio per la sua istintività e unicità.


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