Cosa mangiare per sopravvivere spendendo poco

Tre anni fa mi è capitata una situazione di prolungata carenza di soldi. Per circa tre mesi ho vissuto mangiando solo 3 cose:

1) frutta (raccolta da alberi); in quel periodo ho raccolto in particolare fichi neri e verdi, uva bianca Malvasia, cachi, qualche mela, qualche pera, qualche prugna, melagrane.

2) arachidi (prese in omaggio);

3) proteine da siero di latte (prese in omaggio forzoso).

Nel frattempo ho occasionalmente mangiato pesce e legumi (farina di ceci in particolare) tutti recuperati alla meno peggio. Qualche albume, ma pochi.

In casa avevo anche un po’ di miele e caffè. Non avevo bisogno di sale perché non mangiavo salato. Il salmone ed i gamberoni sono buoni senza aggiunte. Diversamente da quanto capita con merluzzo e altri pesci neutri che necessitano di essere insaporiti. Anche il tonno e lo spada non necessitano di molto sale. Per condire usavo il Cointreau, il Triple Sec, la Vodka, il Gin. Dovevo finire quello che avevo in casa. Ho persino cenato più volte con il vin brûlé. Avevo delle bottiglie di rosso da smaltire. Una sera ho cenato con uno spicchio d’aglio arrostito con aceto balsamico cremoso. Era l’ultima cosa che avevo in casa. Avevo raschiato da tutte le parti, prima di sperimentare due giorni di pieno e totale digiuno. Ricordi su cui adesso sorrido. Il corpo però ha retto bene. Ero magro, ma forte.

Di base, con frutta, arachidi e proteine si risparmia molto e si sopravvive a lungo. Idratano e nutrono i muscoli, oltre a fornire fibra e altre sostanze.

Aggiungere un cereale come il riso, costa poco e sazia molto. Per insaporire basta davvero poco: un pizzico di sale, olio e pepe nero o una spezia forte come chili o curry. Aggiungere uova è un attimo. Usavo olio di lino o sesamo proteici, ricchi in omega 3. Ne avevo recuperato qualche bottiglietta.

Oggi invece mangio preworkout multivitaminici arricchiti con BCAA, proteine da siero di latte, cocco/banana, pesce, hamburger e gallette. Anche tonno e ragu in scatola. Occasionalmente senape e salse e uova. Anche concentrato di pomodoro che metto sulle gallette con maionese. Sembra un hamburger, manca solo la carne. Qualche birra analcolica. Coca zero. Fra le spezie ho mantenuto zenzero e pepe nero, oltre a peperoncino/paprika per variare un po’ il gusto e stimolare la circolazione.

Niente verdure. Nè allora nè oggi. Tranne avocado. Le verdure richiedono preparazione e condimento.

Uno dei problemi di mangiare fresco è la deteriorabilita del cibo. Ti devi rifornire spesso e devi mangiare subito. Mi stressavo molto a dover uscire per recuperare il cibo. Era un pensiero fisso. Passavo quindi dal “crudo” al “tecnico già pronto”.


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